Il riso
La produzione del riso
COME NASCE UNA RISAIA E IL SUO TERRITORIO
I criteri di sistemazione della risaia hanno subito un radicale mutamento nel corso degli ultimi decenni, in conseguenza dell'avvento e della diffusione della meccanizzazione.
L'esigenza di operare su adeguate dimensioni di superficie per poter convenientemente impiegare le macchine occorrenti all'esecuzione delle diverse operazioni colturali e la possibilità di effettuare rilevanti spostamenti di terra, mediante specifici mezzi meccanici operanti con relativa facilità e in breve tempo, hanno portato sistemazioni indubbiamente più razionali. Prima dell'avvento della meccanizzazione, nei numerosi casi in cui il profilo altimetrico del terreno era irregolare, ci si adattava alle sue condizioni. Si costruivano, pertanto, numerosi argini seguendo le curve naturali di livello a quote differenti di pochi centimetri l'una dall'altra. Il più delle volte, ciò comportava la formazione di una fittissima rete di arginelli dall'andamento non sempre rettilineo, determinando la suddivisione dell'appezzamento in numerose "camere" a livelli. In tale modo, si poteva eseguire il livellamento del terreno con operazioni non eccessivamente onerose. Negli ultimi tempi, si è provveduto alla sistemazione del terreno in base a concetti più moderni e sono pressoché scomparse le sistemazione con disposizione ad anfiteatro o mammellonare, a scacchiera e a gradinata.
L'ARATURA
Il terreno coltivato a riso per più anni, e quindi sommerso, si trova, per tutta la durata della coltura, in condizioni riduttive, non del tutto favorevoli allo sviluppo delle radici. Diviene quindi utile periodicamente provocare l'ossidazione del terreno e modificare la struttura con il rivoltamento. Le funzioni agronomiche che deve esercitare l'aratura, che avviene sul finire dell'inverno, sono diverse: alcune sono comuni ad ogni tipo di suolo e situazione; altre sono più o meno importanti o necessarie secondo la natura ed i componenti del suolo stesso, la varietà colturale adottata, il tipo di fertilizzazione e la profondità di interramento dei composti fertilizzanti. Tra l'inverno e la primavera, i trattori trainano in campo attrezzature dotate di grandi lame d'acciaio che tagliano il terreno, lo lavorano e lo rivoltano. Il rivoltamento del suolo a mezzo dell'aratro assolve le principali funzioni di:
a) aerazione del terreno;
b) incorporamento del fertilizzante;
c) affossamento degli elementi organici;
d) rinettamento del terreno nei riguardi di alcune erbe spontanee avventizie o infestanti
LA CONCIMAZIONE
Il problema della fertilizzazione della risaia, esaminato sotto la duplice prospettiva dell'apporto dei concimi organici e di quelli minerali, è un capitolo ampio e complesso. In generale, però, è necessario dire che gli obiettivi della fertilizzazione - che avviene a marzo - sono numerosi: a) modificare lo stato di carenza del suolo riguardo ai singoli elementi nutritivi; b) stabilire o ristabilire nel terreno, tra i diversi elementi della fertilità, un rapporto corrispondente a quello della loro utilizzazione da parte della pianta del riso; c) accrescere il potenziale di fertilità del suolo; d) compensare le asportazioni degli elementi conseguenti la produzione e la raccolta del riso, tenuto conto degli inevitabili disperdimenti; e) modificare ed accrescere il valore merceologico, oltre a quello biologico, del prodotto raccolto.
L'ERPICATURA E IL LIVELLAMENTO
Una delle condizioni prime per conseguire un risultato tecnico-economico superiore in risicoltura è quello di preparare un letto di semina il più possibile piano. Rilievi e bassure, infatti, non consentono manovre d'acqua accurate, annullano o attenuano l'efficacia degli interventi diserbanti, non consentono alla coltivata di utilizzare in modo uniforme gli elementi fertilizzanti apportati, impediscono o esaltano l'attitudine della pianta ad accestire regolarmente. Quindi, dopo l'aratura, il terreno viene erpicato e successivamente inondato e livellato. L'erpicatura, eseguita prima della sommersione, assolve tre importanti funzioni: a) la rottura e l'amminutamento delle grosse zolle formatesi in seguito al rivoltamento del terreno; b) il perfetto incorporamento dei fertilizzanti distribuiti prima e dopo l'aratura; c) l'appianamento del suolo. Eseguita l'erpicatura, si procede alla sommersione ma, in molti casi, risulta necessario un perfezionamento del livello del terreno per evitare ce la coltre d'acqua sia troppo elevata.
TERRITORIO DI PRODUZIONE
L’Italia,primo paese produttore di riso a livello europeo rappresenta una vera e propria monocoltura nell’area nord-occidentale della pianura Padana dove si estende nelle province tipicamente risicole di Vercelli, Pavia, Novara, e altre contigue di Aessandria, Biella,Milano e Lodi. L’area Piemontese,nel suo complesso, sommata alla zona lombarda della Lomellina,rappresenta circa l’80% dell’area risicola italiana. Altre zone interessanti sono nel Veronese,Ferrarese e Mantovano per il nord Italia, e interessanti investimenti sono anche in Sardegna, con i circa 3.000 ha nella zona di Oristano, e altre piccole isole sparse.









